Santa Domenica di Ricadi


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Prodotti Tipici

La cipolla rossa di Tropea

Composta da varie tuniche concentriche carnose di colorito bianco e con involucro rosso. E' coltivata in queste zone da oltre duemila anni. Importata dai fenici da oltre un secolo, è ora abbinata al turismo e contribuisce allo sviluppo socio-economico della zona.
La dolcezza della "Tropea"

La dolcezza della "rossa di Tropea" dipende dal microclima particolarmente stabile nel periodo invernale, senza sbalzi di tempertura per l'azione di mitezza esercitata dalla vicinanza del mare e dai terreni freschi limosi che determinano le caratteristiche pregiate del prodotto.

I "mustazzola" di Soriano

I mostaccioli - o, meglio, in dialetto calabro: "mustazzola" - sono biscotti a pasta piuttosto dura a base di farina, miele d'arancio e mosto cotto. Hanno le forme più svariate e (spesso anche eccessive e pacchiane) e sono decorati da carta stagnola colorata. Sono dei dolci tipici calabresi, che ancora oggi vengono prodotti nella zona di Soriano Calabro in provincia di Vibo Valentia. Pare che il nome derivi da "mustacea", una antica focaccia per sponsali preparata mescolando farina, mosto cotto, un condimento grasso, cacio, anice, cotta sopra foglie di lauro. Alla loro diffusione in quella zona è legata una leggenda popolare secondo cui un monaco misterioso comparso improvvisamente e poi sparito li avrebbe offerti alla popolazione affamata di Soriano. Da qui, la convinzione che questi biscotti fossero un regalo di San Domenico,da allora protettore dei "mostazzolari", e il cui santuario di Soriano era, prima della distruzione a causa di un terremoto, meta di costanti pellegrinaggi. Grazie a questa leggenda, questi biscotti hanno assunto anche un significato religioso. Realizzati sotto forma di figure animali o parti del corpo umano venivano offerti come ex voto, alle chiese della zona, dove ancora oggi si possono ammirare.

La Soppressata di Calabria

E' un insaccato a base di carne bianca di maiale tagliata a pezzettoni cui si uniscono pepe nero (a grani) e sale, a Denominazione di Origine Protetta. Si prepara prendendo le interiora piu grosse del maiale, tritate e prive di nervi e insaccandole in budello naturale, forato con uno spillo e legato a mano, e lasciando asciugare il tutto all'aria. Dopo circa due settimane si sistema sul pavimento un lenzuolo di lino e vi si adagiano le soppressate, una vicina all'altra; tra i due salami deve esserci uno spazio di circa un centimetro, si pone quindi un altro lenzuolo di lino sopra le soppressate, e sul tutto viene posto un tavoliere (anche un tavolo rigirato). Sul tavoliere poi vanno posati dei pesi in modo che la soppressata venga appunto pressata - da cui il nome. Dopo circa una settimana si prendono i salami e si rimettono ad asciugare per altre due settimane, spesso accendendo un fuoco vicino in modo da dare una leggera affumicatura, dopodiché si ripete l'operazione della pressatura (la "soppressa"). Infine le soppressate si lasciano asciugare per un periodo di circa cinque-sei mesi.

La n'duja di Spilinga

L'origine resta ancora da accertare, secondo alcuni sarebbe stata introdotta dagli Spagnoli nel cinquecento assieme al peperoncino, ma come suggerisce il termine ricorda un insaccato Francese che potrebbe essere stato importato nel periodo Napoleonico (1806-1815), infatti sembra che Gioacchino Murat Vicerè di Napoli e cognato di Napoleone, abbia ordinato la distribuzione gratuita di un salame simile alla N'duja per ingraziarsi i Lazzari dello Stato partenopeo. Il nome deriva dal Francese andouille, frattaglie, perché anticamente si faceva con le frattaglie del maiale e peperoncino a volontà. E'un salume morbido, quindi spalmabile, piccantissimo, tradizionale di una precisa e circoscritta area geografica, che oggi viene presentato come prodotto originario della Calabria, anche se il comune d'elezione resta Spilinga.

Il "Tartufo" di Pizzo

Si tratta di una tipica specialità artigianale che da anni richiama e soddisfa i palati di tutti i visitatori ed al quale Pizzo Calabro deve parte della sua fama. E' stato chiamato tartufo perché la forma sferica imperfetta ed il colore (cacao in polvere) richiamano tantissimo al più famoso "tartufo nero". Creato dai gelatai pizzitani, il tartufo di Pizzo è un gelato al gusto di nocciola e cioccolato, ricoperto di cacao in polvere.
Rappresenta un dei fiori all'occhiello della cucina tipica calabrese. I Maestri gelatai di Pizzo Calabro, con i loro segreti nel dosare gli ingredienti (latte, uova, zucchero, nocciola, cacao, aromi naturali) preparano tartufi al cioccolato (nero), alla nocciola, e tante altre specialità dal gusto squisito e impareggiabile, tanto da meritarsi la citazione su riviste specializzate ed accreditarsi gli apprezzamenti dei clienti più golosi, esigenti e raffinati.

Fileja (Maccarruni o Tagghierini)


Una pasta fresca preparata in casa e ricavata con un semplice composto di acqua e farina che viene lavorato a mano. Gli ingredienti utilizzati sono farina di grano duro tipo "squadremi" o "cappella", acqua, sale. Uso gastronomico: "i Fileja" si servono con sugo di pomodoro e con il locale "Pecorino del Monte Poro" grattuggiato. Per gli amanti del "piccantino" il tutto può essere insaporito e "infiammato" da un buon peperoncino piccante calabrese o dalla famosa "Nduia di Spilinga" .



Amaro del Capo

Area storica di produzione e consumo: Limbadi, in provincia di Vibo Valentia.
Legame col territorio: alto poco più di 800 metri, il granitico massiccio del monte Poro si spinge fino nel Tirreno. Nel suo promontorio crescono pregiate essenze che beneficiano di un clima marino e di una temperatura ideale. Ciò favorisce nella pianta lo sviluppo di quegli aromi e virtù salutari che contribuiscono al successo di questo Amaro, che dalla produzione familiare, di cui riportiamo il metodo di esecuzione, è passata a quella di mercato.
Descrizione del prodotto: il liquore è di colore scuro, gusto dolce mandorlato dal retrogusto ricco di aromi erbacei.
Tecniche di produzione: le erbe, circa una trentina, tra le quali ricordiamo la liquirizia, la menta, l'arancio amaro, l'anice e vari agrumi, si mettono a macerare per qualche giorno in un vaso di vetro insieme all'alcol purissimo. Si scioglie lo zucchero nell'acqua bollente che, appena raffreddata, si aggiunge alle erbe. Si mescola bene il tutto lasciando in riposo per altri 4/5 giorni. Si filtra su garza e si imbottiglia chiudendo ermeticamente. Infine il prodotto viene fatto amalgamare per almeno 4 mesi.
Uso gastronomico: come digestivo e corroborante.

Tonno Callipo

Azienda leader nella produzione di tonno sia nei formati in vetro che in scatola. Da oltre 90 anni produce tonno di altissima qualità, grazie all'esperienza e all'innovazione che contraddistinguono la bontà di questo tonno. Visitate il sito ufficiale , li potrete osservare tutte le delizie che Callipo ha creato per noi!!!

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